Circuito di Fiorano
La Pista di Fiorano nasce nel 1972, al fine di soddisfare l'esigenza dell'Azienda di testare e collaudare vetture da competizione e Granturismo in un circuito relativamente vicino alla Ferrari, per migliorare e presentare le proprie macchine appena uscite dall'officina ai media, ai potenziali acquirenti, ai piloti e agli ospiti che a vario titolo orbitavano intorno al mondo del Cavallino Rampante.
L'impianto della pista viene concepito in netta contrapposizione rispetto ai circuiti destinati alle competizioni, per gli elementi di assenza del pubblico e la non contemporanea presenza di più vetture in pista, esigenze queste espresse fin dalla prima realizzazione del progetto. Enzo Ferrari, in collaborazione con sponsor quali Shell, Firestone, Marelli e Heuer aveva pensato a questo tracciato senza voler alterare la presenza della natura circostante, creando i 3000 metri di percorso tra due direttrici nazionali nei pressi dello stabilimento. La pista fu realizzata agli inizi degli anni Settanta, con una meticolosa cura per gli aspetti della sicurezza, mediante l'adozione delle barriere elastiche e l'eliminazione di qualunque potenziale ostacolo come salti, affossamenti o elementi esterni alle possibili traiettorie. Fin dall'inizio, il circuito fu dotato di ben 45 postazioni di rilevazione dei tempi e di un circuito chiuso televisivo in grado di riprendere la vettura lungo tutto il percorso, per concentrarsi sul comportamento del pilota e della macchina in ogni sua possibile reazione.
Tutti i particolari della tortuosità e della sinuosità del tracciato furono studiati per sperimentare diverse componenti delle vetture in evoluzione o da testare per le competizioni sportive: le curve presentano infatti raggi differenziati compresi tra 13,71 e i 370 metri, alternati per determinare un'esatta corrispondenza tra gli sviluppi in curva a destra e a sinistra; i tornanti, in particolare i due più stretti, sono studiati per verificare in entrata gli impianti frenanti e in uscita l'elasticità dei propulsori. Altri elementi, come la rampa in ascesa (pendenza 6.50 metri) o la successione delle curve concatenate con l'andamento altimetrico evidenziano la stabilità sulla traiettoria e gli effetti di aerodinamica e di forza centrifuga, oltre che consentire una verifica puntuale della manovrabilità della vettura anche in condizioni di pendenza variabile. All’inizio di questo secolo l’impianto è stato equipaggiato con un sistema di irrigazione artificiale per effettuare prove su asfalto bagnato.





